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NOUVEAU SITE ACTUALISE QUOTIDIENNEMENT: http://vivelepcf.fr/

 

36ème congrès du PCF: accès au dossier (en lien)

       
       
         
21 avril 2009 2 21 /04 /avril /2009 15:23

Traduction depuis l'original en français par L-A.S. pour vivelepcf.

Costituzione della RETE

 

« Far vivere e rafforzare il PCF »

 

Malakoff (Parigi), 21 marzo 2009

 

            155 militanti, responsabili di cellule, sezioni, federazioni del PCF, venuti da 29 province, si sono riuniti a Malakoff il 21 marzo 2009 su invito dei 17 membri del Consiglio nazionale del PCF firmatari della mozione alternativa del 34° congresso, « Far vivere e rafforzare il PCF, esigenza dei nostri tempi ».

 

            L’immenso successo della giornata nazionale di sciopero e manifestazioni del 19 marza è stata al centro del dibattito. Per tutti i partecipanti, questo sciopero ha di nuovo sottolineato la necessità del PCF, strumento politico indispensabile per offrire una prospettiva politica di rottura con la politica al servizio del capitale, mentre la crisi evidenzia la pericolosità e i limiti del sistema capitalista.

 

            Dopo il suo 34° congresso, il PCF resta fermo al bivio.

 

            Tra i communisti si è manifestato un movimento di fondo. Hanno espresso senza ambiguità la loro volontà di difendere l’esistenza del loro Partito. Sono riusciti a bloccare un'altra volta, dopo l’Assemblea straordinaria del dicembre 2007, il progetto di « metamorfosi ».

 

            Ha fortemente contribuito a ciò l’opposizione contro il perseguimento della strategia di abbandono dell’identità comunista del PCF che diversi militanti e organizzazioni del Partito hanno portato avanti grazie alla mozione alternativa. Nel voto di ottobre, è giunta in testa in cinque federazioni : Pas-de-Calais, Nord, Tarn, Haute-Saône, Ardennes, oltre che in numerose sezioni.

 

            Al contempo, e malgrado le ripetute sconfitte, la direzione uscente è riuscita a restare in sella e gestisce ancora l’apparato del Partito. Il Comitato esecutivo nazionale è quasi integralmente composto da fautori della « metamorfosi » o del superamento del PCF.

 

            Si deve costatare che questa strategia è sempre in atto.

 

            Il « Fronte di Sinistra », accordo di vertice imposto unilateralmente [dal PCF e dal neonato Parti de Gauche, costola della sinistra del PS] in vista delle elezioni europee, lungi dall’essere una pura alleanza elettorale, persegue l'obbiettivo di cancellare il PCF e tenta una ricomposizione politica « a sinistra » eliminando, di fatto, il Partito comunista, secondo l’esempio del Partito della Sinistra Europea (PGE) e di varie sue componenti.

 

            Finito il congresso, la direzione rimette all’ordine del giorno le « trasformazioni » del Partito appena respinte.

            La linea della direzione del Partito volge le spalle all’esigenza di alternativa politica immediata che esprimono le lotte in corso in tutta la Francia. Essa limita la prospettiva politica a pochi appuntamenti strettamente istituzionali ed elettoralisti: tutto sommato, a una semplice alternanza nel 2012.

            Il miraggio del « riorientamento dell’UE » serve a far passare una linea riformista, di rassegnazione, di adattamento al progetto capitalista europeo.

 

            Tale situazione pone i militanti che hanno sostenuto la mozione alternativa di fronte a nuove responsabilità.

            La preparazione del congresso ha permesso di avanzare localmente, di creare nuove relazioni a livello nazionale tra le organizzazioni del PCF determinate a non subire più questa politica. 19 firmatari della mozione sono stati eletti, malgrado gli ostacoli, al Consiglio nazionale.

            La situazione del Partito tanto quanto quella del Paese rendono necessario passare a un altro stadio di coordinazione e d’organizzazione nazionale.

            Deve apparire in modo molto più visibile, nel PCF come nel mondo del lavoro, che il Partito comunista francese non si riduce alla linea di smantellamento propria della sua attuale direzione. I comunisti e le loro organizzazioni hanno bisogno di nuovi mezzi per risuscitare e riconquistare il loro Partito.

 

            Per far questo, i partecipanti all'incontro di Malakoff prendono la decisione di costituire ufficialmente, come previsto dallo statuto del Partito, una rete nazionale denominata « Far vivere e rafforzare il PCF ».

 

            La sua espressione, la sua azione si rivolgono a tutti i membri del PCF e a tutti i comunisti.

            In accordo con la mozione alternativa del congresso, vogliono riaffermare l’attualità delle basi teoriche, marxiste, del PCF e l’importanza cruciale dell’organizzazione comunista nella lotta di classe, nonché proporre di ridare finalmente il suo nome alla prospettiva che il nostro Partito deve sostenere :  socialismo.

 

            La Rete si fissa come obbiettivo di rendere visibile questa opzione a livello nazionale, poiché la considera come indissociabile dalla ragion d’essere del PCF.

 

            Coerentemente, si fissa l'obbiettivo di favorire lo scambio di esperienze e di materiale militante tra le organizzazioni del PCF, aiutare a rafforzarle, rivitalizzare le cellule, le sezioni, specialmente nelle imprese, suscitare adesioni al PCF, permettere ai comunisti di uscire dal loro isolamento. Si propone altresì di lanciare delle azioni nazionali conformi all’impegno comunista.

 

            A tal fine, si dota di un collettivo nazionale di coordinamento di 21 membri responsabili di organizzazioni del PCF in regioni diverse*.

 

            Nel periodo che si profila, i partecipanti alla riunione ritengono che la priorità politica sia quella di contribuire, con la proposta e l’azione, a una prospettiva di rottura immediata con la politica al servizio del Medef [Confindustria francese], basata innanzitutto sulla difesa dei salari e la loro rivalorizzazione, l’interdizione dei piani di licenziamento, la difesa e la riconquista della protezione sociale, dei servizi pubblici statalizzati, l’appropriazione pubblica del settore finanziario, dei principali mezzi di produzione… per uno sviluppo economico fondato sulla soddisfazione dei bisogni dei lavoratori e dell’insieme della popolazione.

 

            Nel contesto delle elezioni europee, rifiutando ogni occultamento del Partito, la Rete contribuirà ad alimentare una campagna comunista rivendicata come tale, in continuità con la campagna communista per i referendum del 2005 [Costituzione europea] e del 1992 [Trattato di Maastricht], contro « il progetto di costituzione europea », il trattato di Maastricht, il trattato di Lisbona e l’integrazione nell’UE del capitale che tentano d’imporre ai popoli.

 

            La Rete « Far vivere e rafforzare il PCF » considera prioritaria l’azione dei comunisti per la pace, specialmente per il ritiro unilaterale della Francia dalla NATO, la solidarietà con i Partiti comunisti e operai del mondo, contro l’imperialismo, per l’internazionalismo.

 

I partecipanti all'incontro di Malakoff, il 21 mars 2009.

 

 

 

* Composizione del Collettivo nazionale di coordinamento : Corinne Bécourt (Aisne), Jean-Louis Rolland (Charente-Maritime), Paul Barbazange (Hérault), Floriane Benoît (Isère), Dominique Negri (Isère), Christian Tabaglio (Meurthe-et-Moselle), Jean-Claude Korde (Bas-Rhin), Marie-Christine Burricand (Rhône), André Gerin (Rhône), Frédéric Bernabé (Haute-Saône), Emmanuel Dang Tran (Parigi), Claude Fainzang (Parigi), Pasquale Noizet (Parigi), Fabienne Debeauvais (Somme), Eric Jalade (Tarn), Jean-Pierre Meyer (Var), Michel Perrin (Haute-Vienne), Caroline Andréani (Seine-Saint-Denis), Jean-Jacques Karman (Seine-Saint-Denis), Laurent Santoire (Seine-Saint-Denis), Alain de Poilly (Val-de-Marne)

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20 avril 2009 1 20 /04 /avril /2009 15:23

 

Traduction depuis l'original en français par RY/AC pour vivelepcf.

Constitution of the
Network 
« Strengthen the PCF and let it thrive »

 

Malakoff, March 21, 2009

 

March 21, 2009, 155 activists, leaders of cells, branches, federations, from 29 departments, came to a meeting at Malakoff at the invitation of 17 members of the PCF National Council, signatories of the 34th Congress alternative text « Strengthen the PCF and let it thrive, a necessity of our times ».

 

The tremendous success of the national strike and demonstration on March 19 was at the heart of the discussions. For all the participants, this reiterated the continuing need for the PCF as an essential political tool to create a political perspective breaking with policies favouring capital. This is all the more true today as the economic crisis shows the perniciousness and the limits of the capitalist system.

 

After its 34th Congress, the PCF remains at the crossroads.

 

A deeply rooted reaction has risen among communists. They have clearly expressed their will to stand up for the existence of the party. They prevented, once again, a planned « metamorphosis » after the Extraordinary Assembly of December 2007.

 

The opposition to this « metamorphosis », led by activists and party organisations on the basis of the alternative text, has reaffirmed the communist identity in the PCF in the face of those who wish to abandon this identity. Furthermore, in the October vote, the text won in five federations: Pas-de-Calais, Nord, Tarn, Haute-Saône, Ardennes, and in many sections.

 

At the same time, in spite of repeated disavowals, the outgoing direction has managed to remain at the head of the Party. The National Executive Council is almost fully made up of those advocating the « metamorphosis » or the withering of the PCF.

 

Far from ceasing, this strategy is ongoing.

 

The Left Front, a top-down agreement unilaterally imposed for the European elections, is not a mere electoral alliance. Its goal is the destruction of the PCF and a political recomposition « on the left » obliterating, in fact, the Communist Party, following the example of the Party of the European Left (PEL) and many of its components.

 

No sooner had the congress ended than the direction was putting the freshly rejected « transformations » of the Party back on the agenda.

 

The Party line emanating from direction has turned its back on the demand for an immediate political alternative expressed by popular struggles in France. It limits political prospects to purely institutional and electoral horizons; ultimately, to a mere political alternative in 2012.

 

The mirage of « reshaping the EU » is used to sell a reformist line of resignation and adaptation to European integration subjected to the needs of capital.

 

Today, the activists who fought for the alternative text face new responsibilities.

 

The preparation of the Congress has enabled us make headway on a local level and to establish and strengthen links on a national level inside the PCF among those ready and willing to stand up and fight. 19 signatories of the text were elected to the National Council, in spite of obstruction by the Party's Direction.

 

The situation of the party, like that of the country, calls for going one step further in terms of national co-ordination and organisation.

 

It must appear much more clearly, inside the PCF and in the world of work, that the Communist Party cannot be assimilated to the defeatist line of the current direction. The communists and their organisations need new means take back their party and increase its influence.

 

To this end, participants at the Malakoff meeting make the decision to build up an official national network called « Strengthen the PCF and let it thrive », in accordance with the provisions in the Party statutes.

 

In expression, in action, it addresses itself to all PCF members, to all communists.

 

In keeping with the alternative text from the Congress, it intends to reassert that the Marxist theoretical foundation of the PCF is still relevant and that communist organisations rooted in the class struggle are still necessary. The perspective for which our party should fight has a name and we must reappropriate it: socialism.

 

The Network's priority is to make this option visible on a national level that we deem inseparable from the raison d'être of the PCF.

 

Being consistent, it make its priority to encourage the exchange of experiences and materials between PCF organisations, to strengthen them, keeping up cells, sections, notably in the workplace, getting people to join the PCF, and enabling communists to get out of their isolation. It also proposes to encourage national actions in keeping with communist ideals.

 

To this end, it has equipped itself with a national co-ordination group of 21 members, leaders of PCF organisations throughout France*.

 

In today's context, meeting participants consider that the political priority is to contribute, through proposition and action, to a political perspective breaking immediately with policies favouring the Medef (the French employers' federation), based notably on defending workers' wages and demanding their increase; banning redundancy plans; defending and regaining social protection, nationalised public services, public ownership of financial sector, and major means of production... for economic development aimed at satisfying workers' and people's needs.

 

In the context of the European elections, refusing any effacement of the Party, the Network will contribute to feed a communist campaign in keeping with the communists' campaign at the time of the 2005 and 1992 referendums, against the « European Constitution plan », the Maastricht treaty, the Lisbon treaty and integration into the "EU of Capital" that they are trying to impose.

 

The Network « Strengthen the PCF and let it thrive » make communist action for peace a priority, notably through the unilateral withdrawal of France from NATO, solidarity with communist and workers' parties around the world, fighting imperialism, and building internationalism.

 

Participants at the Malakoff meeting, March 21, 2009.

 

* Make-up of the national co-ordination group: Corinne Bécourt (Aisne), Jean-Louis Rolland (Charente-Maritime), Paul Barbazange (Hérault), Floriane Benoît (Isère), Dominique Negri (Isère), Christian Tabaglio (Meurthe-et-Moselle), Jean-Claude Korde (Bas-Rhin), Marie-Christine Burricand (Rhône), André Gerin (Rhône), Frédéric Bernabé (Haute-Saône), Emmanuel Dang Tran (Paris), Claude Fainzang (Paris), Pasquale Noizet (Paris), Fabienne Debeauvais (Somme), Eric Jalade (Tarn), Jean-Pierre Meyer (Var), Michel Perrin (Haute-Vienne), Caroline Andréani (Seine-Saint-Denis), Jean-Jacques Karman (Seine-Saint-Denis), Laurent Santoire (Seine-Saint-Denis), Alain de Poilly (Val-de-Marne)

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24 mars 2009 2 24 /03 /mars /2009 11:25

Constitution du RESEAU

 

« Faire vivre et renforcer le PCF »

 

Malakoff, 21 mars 2009

 

Le 21 mars 2009, 155 militants, responsables de cellules, de sections, de fédérations du PCF, venant de 29 départements se sont réunis à Malakoff à l’invitation de 17 membres du Conseil national du PCF, signataires du texte alternatif du 34ème congrès « Faire vivre et renforcer le PCF, une exigence de notre temps ».

 

L’immense succès de la journée nationale de grève et de manifestation du 19 mars a été au cœur des discussions. Pour tous les participants, il a souligné à nouveau la nécessité du PCF, outil politique indispensable pour dégager une perspective politique de rupture avec la politique au service du capital, au moment où la crise met en évidence la nocivité et les limites du système capitaliste.

 

Après son 34ème congrès, le PCF reste à la croisée des chemins.

 

Un mouvement de fond s’est manifesté parmi les communistes. Ils ont exprimé sans ambiguïté leur volonté de défendre l’existence de leur parti. Ils ont mis en échec, une nouvelle fois après l’Assemblée extraordinaire de décembre 2007, le projet de « métamorphose ».

 

L’opposition à la poursuite de la stratégie d’abandon de l’identité communiste du PCF que des militants et des organisations du parti ont portée avec le texte alternatif y a fortement contribué. Lors du vote d’octobre, il est arrivé en tête dans cinq fédérations : Pas-de-Calais, Nord, Tarn, Haute-Saône, Ardennes, dans de nombreuses sections.

 

Dans le même temps, malgré les désaveux successifs, la direction sortante est parvenue à rester à la tête de l’appareil du Parti. Le Comité exécutif national est presque intégralement composé de partisans de la « métamorphose » ou du dépassement du PCF.

 

On doit constater que cette stratégie est toujours à l’œuvre.

 

Loin d’être une simple alliance électorale, le Front de gauche, accord de sommet imposé unilatéralement pour les élections européennes, poursuit l’effacement du PCF et tente une recomposition politique « à gauche » éliminant, dans les faits, le Parti communiste, suivant l’exemple du Parti de la gauche européenne (PGE) et de plusieurs de ses composantes.

 

A peine le congrès passé, la direction remet à l’ordre du jour les « transformations » du Parti qui viennent d’être rejetées.

La ligne de la direction du Parti tourne le dos à l’exigence d’alternative politique immédiate qu’expriment les luttes en France. Elle restreint la perspective politique à des enjeux strictement institutionnels et électoralistes, en fin de compte, à une simple alternance en 2012.

Le mirage de la « réorientation de l’UE » sert à faire passer une ligne réformiste, de résignation, d’adaptation à l’intégration capitaliste européenne.

 

Cette situation place les militants qui ont porté le texte alternatif devant de nouvelles responsabilités.

La préparation du congrès a permis de marquer des points localement, de nouer de nouveaux liens nationalement entre des organisations du PCF déterminées à ne plus laisser faire. 19 signataires du texte ont été élus, malgré les entraves, au Conseil national.

La situation du Parti comme la situation du pays rendent nécessaire de passer à un autre stade de coordination et d’organisation nationales.

Il doit apparaître beaucoup plus visiblement, dans le PCF comme dans le monde du travail, que le Parti communiste français ne se réduit pas à la ligne d’abandon de sa direction actuelle. Les communistes, leurs organisations ont besoin de moyens nouveaux pour revitaliser et reconquérir leur parti.

 

A cette fin, les participants à la rencontre de Malakoff prennent la décision de constituer officiellement un réseau national dénommé « Faire vivre et renforcer le PCF », comme les statuts du Parti le prévoient.

 

Son expression, son action s’adressent à tous les membres du PCF, à tous les communistes.

Dans la suite du texte alternatif du congrès, elles entendent réaffirmer l’actualité des fondamentaux théoriques, marxistes, du PCF, l’importance cruciale de l’organisation communistes dans la lutte des classes, proposer de redonner un nom, enfin, à la perspective que doit porter notre parti : le socialisme.

 

Le Réseau se fixe comme objectif de rendre visible nationalement cette option, qu’il juge indissociable de la raison d’être du PCF.

 

En cohérence, il se fixe comme objectif de favoriser l’échange d’expériences et de matériel militants entre organisations du PCF, d’aider à leur renforcement, à la revitalisation de cellules, de sections, notamment à l’entreprise, de faire adhérer au PCF, de permettre aux communistes de sortir de leur isolement. Il se propose aussi d’impulser des actions nationales conformes à l’engagement communiste.

 

A cette fin, il se dote d’un collectif national de coordination de 21 membres, responsables d’organisations du PCF dans différentes régions*.

 

Dans la période qui s’ouvre, les participants à la réunion estiment que la priorité politique est de contribuer, par la proposition et l’action, à une perspective de rupture immédiate avec la politique au service du Medef, basée notamment sur la défense des salaires et l’exigence de leur revalorisation, l’interdiction des plans de licenciement, la défense et la reconquête de la protection sociale, celles des services publics nationalisés, l’appropriation publique du secteur financier, des principaux moyens de production… pour un développement économique partant de la satisfaction des besoins des travailleurs et de l’ensemble de la population.

 

Dans le contexte des élections européennes, refusant tout effacement du Parti, le Réseau contribuera à alimenter une campagne communiste revendiquée comme telle dans la suite de la campagne des communistes lors des référendums de 2005 et de 1992, contre « le projet de constitution européenne », le traité de Maastricht, le traité de Lisbonne et l’intégration dans l’UE du capital qu’ils tentent d’imposer aux peuples.

 

Le Réseau « Faire vivre et renforcer le PCF » fait une priorité de l’action des communistes pour la paix, notamment pour le retrait unilatéral de la France de l’OTAN, de la solidarité avec les partis communistes et ouvriers du monde, contre l’impérialisme, pour l’internationalisme.

 

Les participants à la rencontre de Malakoff, le 21 mars 2009.

 

 

 

* Composition du Collectif national de coordination : Corinne Bécourt (Aisne), Jean-Louis Rolland (Charente-Maritime), Paul Barbazange (Hérault), Floriane Benoît (Isère), Dominique Negri (Isère), Christian Tabaglio (Meurthe-et-Moselle), Jean-Claude Korde (Bas-Rhin), Marie-Christine Burricand (Rhône), André Gerin (Rhône), Frédéric Bernabé (Haute-Saône), Emmanuel Dang Tran (Paris), Claude Fainzang (Paris), Pasquale Noizet (Paris), Fabienne Debeauvais (Somme), Eric Jalade (Tarn), Jean-Pierre Meyer (Var), Michel Perrin (Haute-Vienne), Caroline Andréani (Seine-Saint-Denis), Jean-Jacques Karman (Seine-Saint-Denis), Laurent Santoire (Seine-Saint-Denis), Alain de Poilly (Val-de-Marne)

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24 août 2008 7 24 /08 /août /2008 13:44

Reprendre la carte du Parti…

Depuis plus de trente ans, congrès après congrès, l’approfondissement de la dérive opportuniste a poussé près de 80% des adhérents à quitter le PCF. La plupart ont voulu ainsi marquer leur désaccord avec la ligne suivie et se sont mis en position d’attente. D’autres, écartés de leurs responsabilités ou poussés vers la sortie, militent aujourd’hui dans des groupes organisés dans l’espoir de faire renaître un vrai parti communiste.

Cette hémorragie d’éléments révolutionnaires a facilité et accéléré le processus de renoncement par les directions successives et a mis en grande difficulté les camarades fidèles au marxisme restés au PCF.

Les dégâts causés par la « mutation », et la division de ses opposants à l’intérieur même du Parti ont été tels que le redressement de celui-ci avait fini par apparaître comme très aléatoire à beaucoup d’entre nous. Le pessimisme parmi les militants les plus conscients ne cessait de gagner du terrain.

Mais il semble qu’une évolution positive dans le rapport des forces s’est développée au cours de la dernière période et a mis en difficulté les directions liquidatrices à tous les nivaux. Une opposition grandissante s’est affirmée progressivement dans les cellules encore actives, dans les sections, dans les fédérations, et jusqu’au Conseil national. Elle s’explique par :

- La suite ininterrompue d’échecs électoraux de plus en plus graves aboutissant au 1,93 % des dernières présidentielles.

- Les participations à des gouvernements socialistes dont on sait les bilans désastreux pour les travailleurs Français et pour la paix en Europe et ailleurs.

 - Les appels à « l’union de toute la gauche »  avec un PS qui soutient, quand au fond, les principales mesures antisociales du gouvernement ultra réactionnaire de Sarkozy et qui dispute à la droite la direction de l’Europe du capital si dure pour tous les peuples de la région.

- Les expériences « mutantes » désastreuses des partis communistes d’Italie, d’Espagne et d’ailleurs.

- La réaffirmation de la nécessité du socialisme en Amérique latine et la résistance grandissante au capitalisme partout dans le monde.

Des militants de plus en plus nombreux ont commencé à douter de la justesse de la stratégie suivie par leurs directions. Les critiques se sont multipliées dans et hors du Parti au point que beaucoup de communistes pensent que le 34ème Congrès, annoncé comme devant procéder à coup sûr à l’enterrement définitif du PCF, n’est plus joué d’avance. Une lutte acharnée se déroule à tous les niveaux entre les partisans et les adversaires de sa liquidation.

Les anciens adhérents du Parti, peuvent apporter une contribution décisive à cette lutte en reprenant leur carte afin d’intervenir à nouveau, aux cotés de leurs camarades, dans les débats internes et faire que le 34ème Congrès soit celui de la défaite des opportunistes et marque le début du redressement d’un Parti qui fut et reste toujours le leur.

Rien ne les oblige à se dédire, à abandonner leurs réserves ou à dissoudre les organisations qu’ils ont créées, tant qu’ils n’auront pas la certitude d’un PCF retrouvé.

L’opportunisme a fait et continue de faire beaucoup de mal, mais ne peut-on pas dire que le sectarisme, qui est plus ou moins en chacun de nous, est aujourd’hui son meilleur allié car il est source de division et s’oppose de fait, non seulement à l’union des communistes, mais aussi aux actions communes indispensables  pour en finir avec « la mutation » et ses partisans.

Quant au 34ème Congrès, et quoi qu’en disent certains, la victoire des liquidateurs ne ferait qu’étendre, aggraver et enraciner encore plus la division actuelle des communistes, situation qui est hautement préjudiciable à la cause de tous les travailleurs. La perspective d’un vrai Parti, uni, fort, et influent, en serait reculée pour longtemps.

Je pense qu’il y a urgence. Moins de quatre mois nous séparent du Congrès. La fête de l’Humanité peut être l’occasion et le lieu appropriés pour appeler tous les communistes à participer de plein droit à la lutte en cours pour faire revivre à nouveau le glorieux PCF qui a beaucoup apporté au peuple Français dans le passé et dont il a tant besoin aujourd’hui.

                                                                                                                  J. Molina

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12 août 2008 2 12 /08 /août /2008 13:01

L’unité des communistes en France passe par le PCF.

Des milliers de communistes ne sont plus adhérents du PCF. Beaucoup sont partis parce qu’ils refusent les positions de la direction suivies depuis des années et la « Mutation ». Certains ont été écartés du Parti, ne serait-ce que par l’abandon des structures de base de leur engagement, la cellule. Certains jeunes, des militants dans leur entreprise, n’ont jamais eu l’occasion de rencontrer le PCF de lutte.

Pourtant, par son passé, ce qu’il continue à représenter dans le pays, par sa théorie et son mode d’organisation historiques dont il est dépositaire, le PCF est le lieu, le repère pour l’unité des communistes. La référence au PCF, la bataille pour ne pas laisser la légitimité de ce qu’il représente à ceux de ses dirigeants qui veulent le faire disparaître, sont essentielles pour les rassembler.

Les expériences de camarades, des « groupes d’opposants », des « personnalités » qui ont tenté de se structurer en dehors du PCF nous le confirme. Malgré leurs efforts, ils n’ont capté qu’une partie minime de ce que représente le PCF. Mais dans le même temps, leur démarche a facilité le travail de destruction du PCF. L’esprit de groupes, de « chapelle » conduit en outre à la division organisationnelle mais aussi à une dispersion idéologique.

En revanche, si tous les « opposants » signataires de l’appel « nous assumons nos responsabilités » de 1999 étaient organisés ensemble dans le Parti, la direction affaiblie ne pourrait plus tenir.

Aujourd’hui, plus que jamais, le regroupement des communistes est nécessaire pour regagner l’organisation politique dont les salariés ont besoin dans les luttes. Sur la base et le respect des acquis de chacun, nous pensons que ce regroupement passe par l’engagement commun pour relever le PCF, faire vivre le plus possible de ses organisations locales sur une base de classe, combattre ceux qui tentent de le faire disparaître.

Ne leur laissons pas le PCF ! Alors même qu’ils sont désavoués comme jamais. 

Appelons les camarades, isolés, écartés à réinvestir leur parti, et donnons-nous les moyens de consolider, recréer des cellules, des sections…

Faisons du 34ème congrès une étape dans ce sens !

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